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  • Redazione Carmelitane

Monastero "Monte Carmelo" - Vetralla

Aggiornato il: 10 giu 2018

Il Monastero è a oriente, verso il sorgere del sole...


Monastero Vetralla: anno di fondazione 1669 (direttamente fondato dalle Monache Barberine). “Sumptibus sac. Benedicti Baldi (+ 1694), anno 1669 conditum est a monialibus Romae quae vulgo Berberine dictae sunt. Ibi vitam egit ven. Maria Minima Aloisia a Jesu Nazareno (+ 1831). Aedibus penitus dirutis altero omnium gentium immani bello, novum monasterium nunc in eiusdem civitatis Vetralla suburbiis extat. Hinc anno 1960 moniales processerunt ad monasterium condebdum in urbe s. Giovanni la Punta. In priore monasterio sanctus Paulus a Cruce, Congregationis Passionisti Christi pater, spirituales exercitationes meditationesque dixit et moniales animos moderatus est” La Vetralla nel cui territorio ha sede il Monastero “Monte Carmelo” si distende tutta su una collina che gode, ad occiden#te, di un ampio orizzonte verso il Tirreno, tra i monti della Tolfa e l’Argentario, e sulle pianure della Tuscia scorge le chiese di Tuscania e il profilo dell’Amiata; poi la Cupola di Montefiascone sovrastante il lago di Bolsena e Viterbo, le sue torri, e oliveti e macchie e campi, in una stupenda bellezza di natura e sug#gestiva ricchezza di storia. Il Monastero è a oriente, verso il sorgere del sole, di fronte alle aurore chiarissime di Monte Fogliano, sulla Via Cassia, proprio ai bordi dell’abitato, laddove comincia il verde del Parco e delle ville, poco prima del Monastero delle Benedettine ed in vista del Convento dei Passionisti (fondato personalmente da san Paolo della Croce nel 1700), nel cuore della selva Cimina. La storia e i volti Le carmelitane sono presenti a Vetralla fin dal 1669, anno in cui il sacerdote don Benedetto Baldi le riunì nella antica Rocca dei Di Vico; il gruppo delle fondatrici – dette Barberine – proveniva dal Monastero della Ss. ma Incarnazione del Verbo Divino di Roma (fondato a sua volta dal Carmelo di Santa Maria degli Angeli di Firenze, dove visse santa Maria Maddalena de’ Pazzi). Fin dall’inizio il monastero fu posto sotto la protezione della Madonna del Carmine e di santa M. Maddalena de’ Pazzi, elevata agli onori dell’altare proprio in quell’anno. Di questi primi secoli resta una profonda gratitudine a Dio per il dono di presenze speciali che hanno accompagnato spiritualmente la comunità. La già ricordata memoria di santa Maria Maddalena ha portato con sé anche una riconoscente devozione a san Luigi Gonzaga, alla cui intercessione le monache attribuiscono un paio di prodigi significativi nella storia comunitaria. San Paolo della Croce, che più volte tenne gli esercizi spirituali al Carmelo di Vetralla, stimò particolarmente la santità di vita di sr M. Angela Colomba e sr Angela M. Maddalena; l’archivio del monastero custodisce ancora oggi un interessante epistolario del Santo. All’intercessione di santa Teresa di Gesù Bambino le monache attribuiscono soprattutto la grazia di aver ricostituito la comunità nel secondo dopoguerra, poiché il monastero della Rocca era stato completamente distrutto dai bombardamenti. L’insediamento nella nuova costruzione – già villa Canonica – avvenne nel 1945, grazie soprattutto alla tenacia della Madre Priora di allora, sr M. Angelica di Gesù (carismatica figura di carmelitana, figlia del Duca Carlo Pignatelli di Montecalvo e di una nobildonna russa) e l’aiuto determinante di mons. Domenico Tardini (futuro Cardinale Segretario di Stato di Giovanni XXIII). Da quando si sono stabilite nel nuovo monastero, le monache hanno ritrovato la loro identità comunitaria e lo stimolo al loro impegno spirituale proprio grazie alla testimonianza e all’insegnamento di questa formidabile coppia che, in perfetta collaborazione reciproca, ha saputo educare e motivare, incoraggiare e correggere, coltivare e sostenere soprattutto le più giovani della comunità. Se la Madre Angelica dispiegava il meglio del suo carisma per promuovere un vero spirito di comunione fra le sue figlie, nel continuo richiamo ai vincoli di grazia che le aveva costituite sorelle, il Card. Tardini, da parte sua, non mancava di proporre con paterna fermezza l’esperienza e la dottrina di santa Teresa di Gesù Bambino, sua maestra e protettrice. Il suo intento formativo era talmente in sintonia con la sensibilità della Madre Angelica che anche quest’ultima avrebbe potuto sottoscrivere il testamento spirituale lasciato dal Cardinale, specialmente laddove afferma: “Prego il Signore che vi renda sempre più pronte e severe nell’osservanza delle sante regole; senza scrupoli, sì, ma anche senza quella larghezza di interpretazione che, sia pur nelle piccole cose, reca danno alla perfetta vita claustrale. E voi dovete non solo tendere alla perfezione, ma vivere nella più assoluta fedeltà alla santa regola… Le due cose che devono sempre adornare le mie Carmelitane saranno: diligenza e sincerità… Le buone suore – tutte consacrate al Signore – dovranno essere spiritualmente molto fini (mai rozze!) e sempre serenamente liete (mai musone!)”. In questo clima di rinnovata fedeltà al carisma ricevuto, la comunità di Vetralla andava consolidandosi nella fiducia. Quale crescendo di ispirazione si ebbe in quegli anni che già presentivano il risveglio profetico del Concilio Vaticano II ! La fecondità dello Spirito Santo favorì addirittura la fondazione di un altro monastero e nel 1960 alcune sorelle partirono da Vetralla per San Giovanni La Punta (CT) dove venne inaugurato il Carmelo di San Giuseppe. Il monastero Il primo ambito di accoglienza dell’attuale monastero è un viale di cipressi che conduce al cortile, ampio fortemente delimitato da alte mura. Varcato l’arco di ingresso, sulla sinistra troviamo la chiesa il cui spazio interno è chiaramente definito da tre ambiti distinti ma non separati: la navata centrale, sobria e in leggera penombra; l’abside leggermente concavo, luminoso e potente grazie all’affresco di Quarone raffigurante la Madonna del Carmine in trono con ai lati santa Teresa di Gesù Bambino – cui è dedicata la chiesa – e san Paolo della Croce; il coro, schietto nel suo rapporto di apertura sull’abside e nella sapiente penetrazione della luce. Gli interni della costruzione hanno mantenuto quasi intatta la partizione originaria: l’ampio salone di rappresentanza con soffitto ligneo, le sale laterali adibite al lavoro di sartoria e stireria, una veranda adibita a sala di ricreazione e a cui si accede da inusuali porte aperte sui fianchi di un grande arco cieco che inquadra il camino. Da questi spazi e volumetrie ricavate dal riuso di una struttura preesistente, il monastero riceve una spazialità viva e pulsante, che si inserisce efficacemente nel trascorrere del tempo monastico, cadenzato dalla preghiera e da alcune attività di lavoro. Piccolo, intimo e festante il chiostro, di forma vagamente quadrangolare, risulta luminoso e “aperto” per la scarsa profondità del porticato, quasi un invito a rivolgere con frequenza lo sguardo al cielo che lo riempie. Tutto intorno, servite da un corridoio perimetrale, si aprono le sale adibite alla musica, alla segreteria e all’archivio, con una biblioteca e una sala riunioni. La vita quotidiana Al ritmo di un orario concordato insieme, le monache alternano momenti di preghiera e di studio, ad altre occasioni di fraternità e di lavoro. Alle 5,40 ci si riunisce in coro per l’Ufficio delle Letture, cui segue un’ora di orazione personale. Alle 7,00: canto delle lodi e alle 7,30 S. Messa. Segue la preghiera di Terza, la colazione e un po’ di tempo libero fino alle 9,00 quando comincia la giornata di studio o di lavoro (sartoria, confezione rosari e piccolo artigianato, cucina, giardinaggio, trascrizioni al computer…) Alle 12,15 si prega l’Ora Sesta e alle 12,30 ci si reca in refettorio per il pranzo. Dopo la ricreazione e un’ora di silenzio in cella, alle 15,00 si prega l’Ora Nona e il Rosario. Verso le 15,45 si riprende il lavoro o lo studio della mattina. Alle 18,00: canto del Vespro e orazione. Alle 19,30: cena. Segue un’ora di ricreazione fino alle 21,00 quando si conclude la giornata con la preghiera di Compieta. Fedeli al dono che lo Spirito Santo ha voluto offrire all’Ordine, le monache di Vetralla cercano il loro orientamento mistico guardando ai modelli ispiratori di tutta la tradizione carmelitana: il profeta Elia, testimone dell’assoluto di Dio e della chiamata a vivere alla presenza del Signore, e la Vergine Maria, la cui purezza di cuore favorisce l’ascolto orante della Parola e la sua fedele custodia. Sul loro esempio, la comunità del Monastero “Monte Carmelo” aspira alla ricerca continua e profonda di Colui dal quale è sempre trovata e amata, cantando con la propria vita l’inno di lode al suo Amore misericordioso. MONASTERO VETRALLA Monastero Monte Carmelo Viale Card. Tardini 01019 VETRALLA VT tel. 0761 466072 Sito Internet: http://www.carmelitanevetralla.it e-mail:carmelitane.vetralla@virgilio.it

- 14 giugno 2018 - Professione di sei novizi nel Terz'Ordine Carmelitano; celebrazione presieduta dal Rev. do P. Giovanni Grosso, O. Carm. - ore 17,30

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